Bridget Riley

di Camilla Rota e Francesca Sinagra

Bridget Riley nasce a Londra (1931) dove studia arte al Goldsmiths College e al Royal College of Art. Successivamente intraprese numerosi lavori, diventando insegnante d’arte e illustratrice per l’agenzia pubblicitaria di Walter Thompson.  Le sue prime produzioni artistiche hanno soprattutto una matrice impressionista e puntinista, ma negli anni ’60 viene attratta dagli effetti ottici che diventeranno protagonisti dell’Arte Optical, alla quale Bridget Riley si lega molto e ne diventerà una delle principali esponenti. Gli anni ’60 sono coranati da numerose conquiste: nel 1962 organizza la sua prima personale nella Gallery One di Londra, l’anno seguente vince i due premi John Moores di Liverpool e l’AICA Critics Prize. Nel 1968 è lei a rappresentare la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia, ma non finisce qua: è la prima artista donna a ricevere il Gran Premio per la Pittura. Dalla fine degli anni ’80 introduce nei suoi dipinti anche l’uso di nuovi elementi come le diagonali, inoltre dopo un viaggio in Egitto inizia ad approfondire il colore, creando degli effetti simmetrici. 

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