Art Market News #9

di Camilla Rota e Francesca Sinagra

La sede di New Bond Street di Bonhams ha organizzato, il 27 aprile 2021, la “Contemporary Art Auction”. Tra i 29 lotti, quello con la stima più alta era “Untitled (Baum 18)” di Albert Oehlen, pari a 380.000 £ – 580.000 £, infine venduto per 610.750 £. Il catalogo include inoltre l’opera neon “Wash N’ Set (Yellow)” firmata Tschabalala Self che raggiunge i 50.250 £. È impossibile non parlare della presenza di Carmen Herrera, che a 105 anni è probabilmente una delle artiste più longeve del mondo, capace di trovare riconoscimento in un mondo artistico dominato dagli uomini. Il suo lavoro “Untitled” del 2013 è uno dei lotti di punta dell’asta, stimato in un range tra 150.000 £ e 200.000 £, viene venduto infine per 187.750 £ . La Contemporary Art Auction si rivela un’asta provocatoria ed eccentrica anche grazie alla presenza di Kaws che con “UNTITLED (US)” del 1997 che realizza addirittura 375.250  £ e del controverso “Bedroom Collage” di Tom Wesselmann battuto per 20.000 £.

Phillips New York segue la tendenza delle opere digitali organizzando l’asta “MDJ x Phillips: A Multi-Generational NFT”.Il 23 aprile è stato battuto per 4.144.000 $ “REPLICATOR” di Mad Dog Jones, al secolo Michah Dowbak. Ciò di cui si parla è a tutti gli effetti un’esperienza NFT che comprende sette generazioni uniche di opere d’arte. La prima generazione, quella venduta all’asta, è “Genesis”, una singolare illustrazione di una fotocopiatrice in un ufficio.  Questo NFT di prima generazione produrrà sei NFT, al ritmo di uno al mese, e ogni generazione sarà ovviamente unica rispetto a quelle precedenti e successive. A loro volta, le successive generazioni produrranno altri NFT, ma in quantità sempre minori (un’opera in meno ogni generazione), fino a che la generazione 7 non produrrà più nuovi NFT. L’oggetto dell’asta può essere comparato ad una “famiglia di opere d’arte”, la cui progenie però cesserà inevitabilmente. Inoltre, dal momento che si tratta di un’opera creata dalla tecnologia, esiste sempre la possibilità che l’algoritmo salti, e quindi “REPLICATOR” si inceppi, non dando più vita a uno dei discendenti previsto. L’investimento iniziale per acquistare la prima generazione, tuttavia, non dà la certezza di possedere anche le future, infatti, dopo che qualsiasi opera d’arte sarà stata venduta, il nuovo proprietario sarà in possesso di tutti i replicanti (o eventuali errori generativi) successivi di detto NFT. Siamo indiscutibilmente di fronte ad un’esperienza NFT multi-generazionale: le sette generazioni uniche, illustrano il viaggio della macchina, nelle tonalità agrumate di Dowbak.

Sotheby’s New York dal 23 aprile 2021 presenta l’asta “Prints & Multiples”, proponendo un’ampia selezione di stampe che abbracciano il XX secolo, comprendendo opere di Pablo Picasso, Edvard Munch, Andy Warhol, Keith Haring e Jasper Johns.Tra i lotti battuti a maggior prezzo troviamo due opere di Andy Warhol: “Marilyn (Invitation) (Not in Feldman & Schellmann)”, che stimata prima tra i 10.000 $-15.000 $, ha raggiunto infine i 23.940 $, “Shoe and Leg (see Feldman & Schellmann IV. 85)” stimato tra i 4.000 $-6.000 $, battuto per 15.120 $. Anche con Roy Lichtenstein le stime vengono notevolmente superate: un esempio ne è la stampa “Brushstrokes (Corlett 45)”, che stimata per 12.000 $-18.000 $ ha raggiunto la cifra di 30.240 $. Un altro lotto degno di nota è il n° 179 di Jeff Koons “Balloon Rabbit (Red)”, “Balloon Monkey (Blue)”, “Balloon Swan (Yellow)” con stima massima 35.000 $, raggiunge i 75.000 $. L’asta ha raggiunto un totale complessivo di 1.870.911 $.

La casa d’aste italiana Il Ponte invece, presenta un’asta aperta dal 20 al 23 aprile 2021 davvero interessante composta da arredi e dipinti antichi, argenti, sculture, ma anche tappeti e tessuti, disegni e incisioni e una selezione di lotti molto particolari provenienti dalla collezione di Philippe Daverio. È stata un’asta di gran successo in quanto la maggior parte di lotti sono stati venduti a cifre molto più alte della valutazione iniziale della casa d’asta. Ancora più curioso è il fatto che essendo degli oggetti d’antiquariato, viene resa pubblica la provenienza dell’oggetto in questione e la storia in sé delle varie acquisizioni. Il lotto n°91 per esempio è un pianoforte a coda della Steinway & Sons modello D274 da concerto. Si legge il numero di matricola e dove è stato prodotto cioè nella sede di Amburgo tra il 1910 e il 1911. Da quel momento è stato utilizzato in numerose esibizioni ed è diventato spesso protagonista di salotti culturali e musicali; stimato tra i 6.600 €- 7.000 € è stato venduto per 20.000 €. Due sculture di porcella bianca raffiguranti i mori schiavi con mani e piedi incatenati addossati a speroni rocciosi, creati da un modello di Ginori sono state battute a 6.500 € con una stima massima di 2.000 €. Per quanto riguarda la pittura invece è stato battuto a 4.500 € un “Cristo Morto” di un maestro dell’Italia Settentrionale della fine del secolo XVII (con expertise di Giovanni Testori del 1970). 

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